È stato l’anno dei mondiali di calcio femminili che si sono svolti in Francia dal 7 giugno al 7 luglio, terminati proprio ieri con la vittoria nella finale degli Stati Uniti contro la rappresentativa del Belgio.  Anche a Torino c’è una squadra di calcio femminile, le “Queens”, che ha disputato il proprio “mundial, precisamente il Balon Mundial 2019, https://www.balonmundial.it/balon-mundial-torneo/ la coppa del mondo delle comunità migranti giunta ormai alla sua tredicesima edizione, quest’anno rappresentativa di trenta edizioni.

Le Queens nascono nella città piemontese in una afosa serata estiva del 2017 da un’idea delle operatrici della cooperativa sociale del progetto Tenda di Torino. «L’obiettivo era dare la possibilità a noi operatrici dell’accoglienza, e alle donne richiedenti asilo e rifugiate ospiti del progetto di andare oltre gli schemi, senza curarci di ciò che gli altri credevano possibile o impossibile», dicono oggi dalla cooperativa che ha aderito alla campagna #Ioaccolgo. E ancora: «In questo senso il calcio ci sembrava lo strumento giusto».

Così raccontano oggi alcune calciatrici: «Sentivamo il bisogno di mettere in gioco le nostre capacità, indirizzando la nostra energia in qualcosa da costruire insieme, cucendolo sulla nostra pelle ferita». E poi: quasi per caso, ci siamo ritrovate in un gruppo pieno di desideri, che ha saputo affrontare insieme vittorie e sconfitte, sempre coeso, nonostante le differenze culturali, etniche, linguistiche, di colore, di esperienze di vita».

Da quest’anno la squadra delle Queens ha deciso di aprirsi al territorio dando la possibilità a tutte le donne interessate di partecipare. Così ora all’interno del team vi hanno giocato, e vi giocano ancora donne di varie nazionalità, tra cui molte italiane, tutte con storie e situazioni differenti. Tra di loro c’era Mary che ha rispolverato i tacchetti abbandonati in Nigeria e ha intrapreso la carriera di bomber delle Queens; la sua connazionale Esosa che si è lanciata da neofita in questa nuova avventura diventando una giocatrice versatile e preziosa per le sue compagne. Suleqa, giovane donna somala, che ha giocato ogni partita con il velo e che con determinazione ha difeso a spada tratta la sua squadra, ma oggi troviamo anche Flavia, Marta, Monica, Cristina, donne che ogni mercoledì scendono in campo per disputare le partite del proprio campionato dilettantistico locale, rendendosi testimoni di come lo sport possa rappresentare uno spazio di emancipazione, di gioia e di libertà, fornendo allo stesso tempo un piccolo contributo per un futuro più giusto, più equo, più solidale. “Per un calcio oltre i confini, per un calcio oltre il genere”, per dirla con le stesse parole delle Queens.

 

 

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