Siamo una rete di realtà della società civile milanese che da molti anni mette al centro del proprio agire la tutela dei diritti delle persone immigrate. 

Riteniamo profondamente sbagliata la scelta di aver aperto un centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) anche a Milano.

Negli anni i vari CPR si sono dimostrati luoghi in cui le condizioni delle persone trattenute sono drammatiche, da un punto di vista del rispetto dei diritti e delle dignità delle persone, oltre che sotto il profilo delle condizioni igienico-sanitario, della salute fisica e mentale e della sicurezza per i trattenuti e i lavoratori. Quanto accaduto in questi primi mesi, dimostra che il CPR di via Corelli a Milano non fa eccezione. Le poche informazioni disponibili dimostrano le tantissime criticità che si stanno riscontrando riguardanti le condizioni materiali del trattenimento, il diritto alla difesa, le comunicazioni con l’esterno attraverso l’utilizzo di telefoni, l’assistenza sanitaria, la tutela dei soggetti vulnerabili.

 

Riteniamo che da Milano debba partire fin da subito un messaggio chiaro: i CPR devono essere chiusi. 

Essi sono funzionali ad un modello emergenziale di gestione delle migrazioni che deve essere superato perché fallimentare. Le migrazioni sono un elemento strutturale della società pertanto, serve un approccio che sappia realizzare un’accoglienza - assolutamente sostenibile per le persone e per la nostra economia - capace di produrre inclusione sociale, stabilità e trasmettere sicurezza non solo ai migranti ma a tutti i cittadini.

 

Nell’immediato bisogna garantire il rispetto dei diritti e della dignità delle persone trattenute attraverso:

  • la tutela legale e il rispetto dei diritti di informazione, comunicazione e difesa; 

  • l’assistenza sanitaria e la salvaguardia delle condizioni di salute, ancora più fondamentale soprattutto durante questa fase di pandemia in cui è centrale il rapporto con ATS e ASST di riferimento; 

  • condizioni di permanenza e di vita dignitose all’interno della struttura; 

  • la tutela dei soggetti vulnerabili (le vittime di tratta, persone in condizioni di emarginazione sociale, con problemi di salute fisica e/o mentale, disabili, anziani...) che non dovrebbero essere trattenuti nel CPR ma fruire di percorsi di protezione sociale; 

  • l’applicazione delle procedure per l’accertamento della minore età.

 

Sollecitiamo dunque le istituzioni a partire dalla Prefettura, la Questura e il Comune affinché questi punti trovino un riscontro effettivo e ci mettiamo a disposizione dei soggetti ai quali la legge riconosce un ruolo di controllo del rispetto dei diritti, come il Garante delle persone private della libertà.

Il rispetto dei diritti richiede una serie di azioni concrete da mettere in campo e un’assunzione di responsabilità da parte di tutti: sul CPR di via Corelli e su quanto accade al suo interno non può e non deve calare il silenzio.  

 

Per Comitato Milanese Io Accolgo: Acli Milano - Arci Milano -  Asgi Lombardia - Associazione Arcobaleno - Ass. cult. Villa Pallavicini - Associazione Enzo Tortora Radicali Milano - Avvocati per niente - CGIL Milano - CIAI - Cisl Milano Metropoli - CNCA Lombardia - Comunità di Sant’Egidio Milano - Fondazione Casa della carità "A. Abriani" – Fondazione Franco Verga - La Cordata - ResQ People Saving People - Samia, insieme per l’uguaglianza - UIL Milano e Lombardia.

 

Antigone Lombardia - Agenzia stampa Presenza - Cambio Passo APS Onlus - CGIL Lombardia - Laudato sì, un'alleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale - Naga Odv - Osservatorio Solidarietà – Rete mai più Lager No cpr 

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